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 Artrotter? What is an Artrotter?

One who loves Art and travels a lot to see it.

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And about places and people.

This is my place where I collect sensations and colors.

And taste and flavors. 

I hope you’ll enjoy it

 

Arte lombarda. Dai Visconti agli Sforza

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La rassegna milanese “Arte lombarda. Dai Visconti agli Sforza “, prodotta da Skira editore e dal Comune di Milano e curato da Mauro Natale e Serena Romano , è il proseguo ideale della mostra organizzata sempre al Palazzo Reale nel 1958, un omaggio all’importante allestimento di cinquant’anni fa che ripropone in chiave più moderna e aggiornata il progetto di analisi degli elementi fondamentali dell’arte lombarda fra Medioevo e Rinascimento.

Attraverso oltre duecentocinquanta opere, dipinti, sculture, oreficeria, codici miniati, ricami, arazzi organizzate su criteri cronologici in cinque sezioni, l’esposizione segue lo sviluppo artistico lombardo dalla prima metà del Trecento fino agli ultimi decenni del Quattrocento.

Interessante la sezione introduttiva che raccoglie una galleria di ritratti delle due dinastie.

Con l’arrivo dei Visconti l’arte lombarda prende un nuovo impulso. Si da inizio a importanti cantieri nelle principali città del ducato e vengono invitati artisti “stranieri” come Giotto e Giovanni di Balduccio di cui sono esposte alcune statue e rilievi in marmo, manoscritti miniati, dipinti su tavola e affreschi staccati fanno da cornice in mostra ad alcune straordinarie statue di Bonino da Campione, qui la sua “Prudenza” arrivata dalla National Gallery di Washington.

Bonino da Campione, Prudence, Italian, active 1357 - 1397, c. 1357, marble, Samuel H. Kress Collection

Bonino da Campione, Prudence, Italian, active 1357 – 1397, c. 1357, marble, Samuel H. Kress Collection

Bonino da Campione, Prudenza (1360-1370 circa)

marmo, 67,7×19,1×15,2 cm

Washington, National Gallery of Art, Samuel H. Kress Collection

Col passare del secolo, sotto Gian Galeazzo Visconti a Milano si da avvio al cantiere del Duomo.Esposte alcune statue e vetrate della cattedrale insieme ad alcuni manoscritti opera di Giovannino de’Grassi e Michelino da Besozzo, entrambi attivi nel cantiere. Qui il disegno di un ghepardo di Besozzo

Pisanello (dit), Pisano Antonio di Puccio (avant 1395-1455). Paris, musÈe du Louvre, D.A.G.. INV2426-recto.

Pisanello (dit), Pisano Antonio di Puccio (avant 1395-1455). Paris, musÈe du Louvre, D.A.G.. INV2426-recto.

Michelino da Besozzo, Ghepardo (inizi del XV secolo)

matita su carta; 16 x 23 cm

Parigi, Musée du Louvre, Département des Arts graphiques

Il periodo successivo, quello del regno di Filippo Maria Visconti è ancora dominato dal tardo gotico e dalla ricchezza dei materiali. In mostra e una splendida Madonna del roseto del  Museo di Castelvecchio di Verona e manoscritti , tavole e i celebri Tarocchi di Bonifacio Bembo, ricomposti per l’occasione : la parte centrale del trittico arrivata da Cremona e le parti laterali dal Art Museum di Denver

La fine della dinastia dei Visconti e la presa di potere di Francesco Sforza apporta cambiamenti anche in ambito artistico. E’ il periodo dei grandi cicli decorativi del Castello Sforzesco di Milano e Pavia. Esposti dipinti di Vincenzo Foppa, Bembo, Zanetto Bugatto.

La mostra si conclude con la sezione dedicata all’arte al tempo di Ludovico il Moro, periodo che vede a Milano la presenza di Leonardo, Bramante e Bramantino, presenza che influenza in maniera importante anche le opere di artisti locali.

Il dipinto di Giovanni Antonio Boltraffio, Giovane con freccia e mano al cuore in figura di san Sebastiano (1469 circa)arrivato dal Museo Pushkin di Mosca illustra bene quest’influenza.

 

Artisti fiorentini a Shanghai

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Si svolge in questi giorni a Shanghai, in occasione dei festeggiamenti di 150 anni di Firenze Capitale, la mostra di un interessante gruppo di artisti fiorentini.

Ci sono Silvia Serafini, Angela Tagani, Luana Lapi, Alessandro Nocentini, Enrico Bandelli, Stefano Favaretto, MITAL terrecotte dell’Impruneta e KPK Kantiere Post Kontemporaneo.

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La mostra di oltre 70 opere è organizzata da China 2000 col patrocinio dell’Associazione Fiorentini nel Mondo negli spazi di MeiBo Center di Shanghai.

Rappresenta un’occasione speciale di far conoscere l’arte fiorentina contemporanea ed è, negli intenti degli organizzatori , solo la prima di una serie in altre città cinesi.

Boldini al San Domenico di Forlì

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La mostra “Boldini. Lo spettacolo della modernità” ai Musei di San Domenico di Forlì fino al 14 giugno ha il pregio di presentare accanto a magnifici ritratti femminili a figura intera come quello di Miss Bell

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Giovanni Boldini, Ritratto di Miss Bell, 1903, olio su tela, Genova, Raccolte Frugone

o come quello di M.me Charles Max

Ritratto di Madame Charles Max, olio su tela, Boldini Giovanni (1842-1931), Musée d'Orsay, ParigiBoldini, Giovanni1896Francia - Parigi, Musée d'Orsay

 

Giovanni Boldini, Ritratto di M.me Charles Max, 1896 ca, olio su tela, Parigi, Musée d’Orsay

alcuni degli aspetti meno noti dell’opera dell’artista in primis la sua produzione grafica da incisioni a disegni ed acquerelli di grande bellezza e raffinatezza.

Il percorso espositivo si dal periodo 1864 -1870 che Boldini passa perlopiù in Italia a Firenze a stretto contatto con i Macchiaioli ed è caratterizzato da opere di piccolo formato paesaggi, scene di atelier, ritratti, come questo dell’avvocato Comotto del 1865,

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Giovanni Boldini, L’avvocato Comotto, 1865, olio su tela, Collezione privata

messe a confronto con una parte dello splendido ciclo di dipinti murali di vita agreste realizzati fra il 1866e 1868 per la villa “la Falconiera” della famiglia inglese Falconer a Collegigliato(Pistoia).

Esposta poi la fase successiva al trasferimento definitivo del pittore a Parigi molto influenzata dal rapporto con mercante d’arte Goupil.

Di questo periodo vi sono paesaggi e piccole scene di genere, qui Scène de fête au Moulin-Rouge

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Giovanni Boldini. Scène de fête au Moulin-Rouge, 1889ca, olio su tela. Parigi, Musée d’Orsay

Molto interessante la sezione La mostra mette a confronto l’opera di Boldini con quelle di altri pittori italiani attivi a Parigi negli stessi anni da Corcos a De Nittis a Zandomenenghi

Henri Rousseau in Venice

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Il Doganiere Rousseau, il pittore del paesaggio incantato, delle immagini oniriche rappresenta un caso sui generis nella storia dell’arte.

Impossibile da inquadrare in una corrente specifica, la sua opera attira lo spettatore come una calamita. Un mondo fiabesco il suo, volutamente naive , snobbato dai critici suoi contemporanei ma molto apprezzato dal milieu artistico.

Pur avendo nutrito da sempre inclinazioni artistiche si dedica completamente all’arte ,solo dal 1893 a quasi cinquant’anni , quando va in pensione dal dazio( e non dalla dogana come farebbe supporre il suo sopranome) di Parigi.

Il suo percorso creativo, le radici profonde della sua pittura così come l’influenza che ebbe sugli artisti della sua generazione e di quelle successive è l’argomento della straordinaria mostra “Henri Rousseau, Il candore arcaico” che la Fondazione Musei Civici di Venezia presenta al Palazzo Ducale di Venezia fino al 5 luglio 2015.

Frutto di una lunga ricerca, l’esposizione si sviluppa in 8 sezione che attraverso più di cento opere di Rousseau e degli artisti a lui legati sia come richiamo che come ispirazione permette di comprendere alcuni significativi aspetti della produzione artistica del Doganiere.

Una sezione supplementare è dedicata al banchetto offerto da Picasso nel 1908 in onore del nostro, in occasione dell’acquisto di “Ritratto di donna”.

In un ambiente animato dal poema che Guillaume Apollinaire dedico al Doganiere e sulla musica del valzer”Clemence” composto da Rousseau si possono ammirare sia il ritratto che “La boutteille de Bas” di Picasso.

Il percorso espositivo si snoda fra alcune aree tematiche significative della produzione dell’artista: dal “Ritratto-autoritratto” con l’opera-manifesto “Autoritratto come pittore, Io: ritratto-paesaggio” a quella dedicata ai ritratti , qui

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Henri Rousseau,Portrait de Madame M./ Ritratto di Madame M. ,1890 circa

olio su tela, cm 198 x 114,5 ,Parigi, Musée d’Orsay

© RMN-Grand Palais (Musée d’Orsay)/Hervé Lewandowski

messa a confronto con Frida Kahlo

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Frida Kahlo (Coyoacàn, Città del Messico, 1907-1954),Retrato de una dama en blanco/ Ritratto di donna in bianco ,1929 ,olio su tela, cm 119 x 81,Berlino, Collezione privata

©Banco de México Diego Rivera Frida Kahlo Museums Trust, Mexico, D.F. by SIAE 2015

Il nucleo centrale della mostra è dedicato alle “Jardin des Plantes” visioni esotiche, oniriche di giardini fantastici come in questa Incantatrice di serpenti:

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Henri Rousseau,La Charmeuse de serpents/ L’Incantatrice di serpenti,1907

olio su tela, cm 167 x 189,5 ,Parigi, Musée d’Orsay

© RMN-Grand Palais (Musée d’Orsay)/Hervé Lewandowski

 

Il tema e l’ambientazione vengono ripresi da molti artisti: uno fra tanti Victor Brauner nel “Le rencontre du 2bis rue Perrel” del ’46.

Il paesaggio ha un ruolo preponderante anche nel racconto di scene di vita quotidiana:edifici e e vegetazione descritto con precisione mentre i personaggi sembrano quasi anonimi.

  

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Henri Rousseau,Les Pêcheurs à la ligne/ Pescatori con lenza ,1908 – 1909

olio su tela, cm 46 x 55 ,Parigi, Musée de l’Orangerie, Collection J. Walter-P. Guillaume

© RMN-Grand Palais (Musée d’Orsay)/Hervé Lewandowski

 

Attento osservatore Rousseau prende posizione contro la guerra e le sue conseguenze.

Il suo dipinto la “Guerra” o “La cavalcata della Discordia”, esposto al decimo salone degli Indépendents del 1894 è probabilmente legato alle devastazioni del conflitto franco -prussiano.

 

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 Henri Rousseau,La Guerre dit aussi La chevauchée de la Discorde/ La Guerra detta anche

La cavalcata della Discordia,1894 ca. ,olio su tela, cm 114 x 195 Parigi, Musée d’Orsay

© RMN-Grand Palais (Musée d’Orsay)/Tony Querr

 

con il “Trionfo della morte” dello Scheggia

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 Giovanni di Giovanni detto lo Scheggia(San Giovanni Valdarno, Arezzo, 1406-Firenze, 1486)

Trionfo della Morte,,1465 – 1470 ,tempera su tavola, cm 55,5 x 65,Siena, Museo Civico

© 2014 Foto Scala, Firenze – su concessione Ministero Beni e Attività Culturali

e con opere di Goya e di Ensor.

Die Brücke in mostra a Genova

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Genova e il suo imponente Palazzo Ducale ospitano fino al 12 luglio una interessante mostra “Da Kirchner a Nolde. Espressionismo Tedesco” sugli artisti del “Die Brücke”(Il Ponte) movimento artistico tedesco nato agli inizi del Novecento(1905) e attivo fino quasi alla Grande Guerra.

Il nome stesso del gruppo ne sintetizza il significato: un ponte fra l’arte passata, classicheggiante, e il futuro rappresentato non da uno stile particolare ma dall’idea di rappresentare l’essenziale, l’idea che per ogni artista stava alla base dell’atto creativo.

I loro fondatori, studenti di architettura presto passati, da autodidatti , alla pittura e al disegno, si proponevano di sovvertire le regole della pittura accademica per dare spazio a una nuova visone che esprimesse al meglio le emozioni: dalla critica sociale, all’angoscia, al disagio.

Fonti di ispirazione formale e coloristica l’arte di Van Gogh e Gauguin, di Rousseau,Matisse e Munch ma anche l’arte primitiva.

Nasceva così, da questo gruppo, l’”espressionismo” un movimento di più ampio respiro che oltre agli artisti figurativi avrebbe poi coinvolto letterati e musicisti influenzando lo sviluppo artistico di tutto il ‘900.

L’esposizione genovese curata da Magdalena Moeller, direttrice del Brücke-Museum di Berlino, nasce dalla collaborazione col museo da dove provengono le oltre 150 opere fra dipinti, stampe e disegni.

Una delle componenti di maggiore impatto della mostra è la produzione grafica con opere di Fritz Bleyl, Kirchner, Erich Heckel e altri

L’esprimersi in un potente bianco e nero permette attraverso la quale gli artisti sintetizzano in un potente bianco e nero i concetti figurativi del movimento.

Certamente però la parte del leone è rappresentata dai dipinti ad olio dai colori violenti ed espressivi: opere di Emil Nolde, straordinari e un tantino caricatturali i suoi Villeggianti del 1911, di Max Pechstein, bellissimo “La maglia gialla e nera”

12 - MP - La maglia gialla e nera

Max Pechstein, La maglia gialla e nera, 1909,Olio su tela, 68 x 78 cm

Brücke-Museum, Berlino

Erich Heckel e Karl Schmidt-Rottluff passano con grande disinvoltura dal ritratto

08 - EH - Ragazza che suona il liuto

Erich Heckel,Ragazza che suona il liuto, 1913,Olio su tela, 72 x 79 cm

Brücke-Museum, Berlino

al paesaggio, fortemente caratterizzato dai colori incisivi e quasi volumetrici.

18- KSR - Frontone rosso

Karl Schmidt-Rottluff,Frontone rosso, 1911Olio su tela, 75 x 70 cm

Brücke-Museum, Berlino

E poi Kirchner con un importante gruppo di opere: dal ritratto , si veda l'”Artista-Marcella” del  1910 a scene di atelier e nudi.

01- ELK - Nudo che si pettina

Ernst Ludwig Kirchner , Nudo femminile di schiena con specchio e figura maschile, 1912

Olio su tela, 150 x 75,5 cm,Brücke-Museum, Berlino

Barocco a Roma

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no al 26 luglio , a Roma, sarà possibile assistere agli eventi culturali parte del progetto “Barocco a Roma. La meraviglia delle arti”.

Coinvolte istituzioni pubbliche e private con l’obbiettivo di far conoscere il patrimonio barocco del territorio attraverso una serie di mostre : da quella principale a Palazzo Cipolla a quelle di approfondimento a Museo di Roma-Palazzo Braschi, al Palazzo Chigi in Ariccia, nella Sala Alessandrina presso l’Archivio di Stato.

Inoltre giornate di studio, convegni, concerti affiancati da tour tematici e itinerari esclusivi, visite speciali e la rievocazione storica del Castel Sant’Angelo con la regata e la girandola di fuochi pirotecnici che celebrano la festa dei santi Pietro e Paolo.

Cuore della manifestazione la mostra al Palazzo Cipolla con quasi 200 opere fra dipinti, sculture , disegni e oggetti atte a raccontare il Barocco in tutte le sue sfaccettature.

L’esposizione si sviluppa in quattro sezione che disegnano un percorso ideale dalle radici allo sviluppo del movimento, analizzando le tematiche grazie alle opere dei maggiori esponenti del periodo.

Nella parte iniziale del percorso , nella prima sezione “Le radici del Barocco” vengono esaminate alcune componenti e tematiche del barocco grazie ad importanti a opere: dal Carracci, con la Santa Margherita,al Guido Reni con Atalanta e Ippomene ,

02 - Guido Reni,  Atalanta e Ippomene, 1615-18 ca., Napoli, Museo di Capodimonte

Guido Reni Atalanta e Ippomene 1615-18 ca. Olio su tela Napoli, Museo di Capodimonte

Per gentile concessione della Fototeca della Soprintendenza Speciale Per il P.S.A.E. e per il Polo Museale della Città di Napoli

al Guercino, Simone Vouet, Rubens con San Sebastiano curato dagli angeli e molti altri.

01 - Peter Paul Rubens, San Sebastiano curato dagli angeli, 1602-04, Roma, Palazzo Corsini

Peter Paul Rubens San Sebastiano curato dagli angeli 1602-04 Olio su tela

Roma, Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Corsini

Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Roma

La seconda sezione è dedicata all’estetica barocca sotto Urbano VIII con particolare riferimento alla presenza di importanti artisti stranieri a Roma : da Poussin a Lorrain, da Vouet a Van Dyck qui con il Ritratto di Virginio Cesarini del Ermitage

04 - Antoon van Dyck, Ritratto di uomo, 1622-23, San Pietroburgo, Museo Statale Ermitage

Antoon van Dyck Ritratto di Virginio Cesarini 1622-23 Olio su tela San Pietroburgo, Museo Statale Ermitage

Photograph © The State Hermitage Museum /Alexander Koksharov, Leonard Kheifets, Pavel Demidov

Nella sezione un intenso ritratto di Costanza Bonarelli opera di Gian Lorenzo Bernini, arrivata dal Bargello di Firenze.

15 - Bernini, Ritratto di Costanza Bonarelli, 1636-37 circa, Firenze, Museo Nazionale del Bargello

Gian Lorenzo Bernini Ritratto di Costanza Bonarelli 1636-37 ca. Marmo di Carrara Firenze, Museo Nazionale del Bargello

Ex S.S.P.S.A.E e per il Polo Museale della città di Firenze – Gabinetto Fotografico

La terza sezione,dedicata alla teatralità e scenografia nell’arte di metà ‘600 con particolare attenzione alle opere architettoniche che hanno trasformato la città di Roma, ospita gli studi preparatori di alcune opere monumentali del Bernini quali la Fontana dei Fiumi o la facciata di San Pietro

18 - G.L. Bernini, Proposta alternativa per facciata San Pietro, 1645, Città del Vaticano, BAV

Gian Lorenzo Bernini Proposta alternativa per la facciata di San Pietro 1645 Matita nera, inchiostro bruno e acquarello grigio e bruno su carta

Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana

Nella quarta sezione infine viene affrontato il tema del paesaggio come genere pittorico. Vi sono dipinti che , pur avendo come soggetto una storia, danno molta importanza alla natura relegando i personaggi a un ruolo secondario.

Piero della Francesca ad Arezzo

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Giorni di festa. Quest’anno le festività pasquali sono coincise col primo week end del mese.

Occasione per visitare il mercato dell’antiquariato di Arezzo. E rivedere ancora una volta la Cappella maggiore della Basilica di San Francesco.

Straordinaria opera di Piero della Francesca.

Un ciclo di affreschi su tre livelli che occupa le pareti della cappella.

Scene di battaglia come la Battaglia di Eraclio e Cosroè o come la Vittoria di Costantino su Massenzio di forte impatto con figure possenti e volumi imponenti.

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Scene d’interno di corte con una straordinaria ricchezza architettonica e di dettaglio.

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Accanto a momenti epici e altri di atmosfera più intimistica come il Sogno dell’imperatore Costantino.

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