Dopo l’Arte Povera e la Transavanguardia, Milano dedica un’altra mostra a un periodo storico-artistico del secolo scorso: gli anni 70, in un bell’allestimento “Addio Anni ‘70.Arte a Milano 1969-1980” a cura di Francesco Bonami e Paola Nicolin a Palazzo Reale.
In esposizione alcuni momenti significativi di quello che è stato un fertile e creativo periodo dell’arte milanese attraverso la pittura, scultura, fotografia e le installazioni.
Si parte con l’installazione interattiva “Bariestesia” del 1975 di Gianni Colombo, 3 tronchi di scale nere in varie dimensioni e orientamenti,simbolica delle diversità artistiche e sociali dell’epoca.
Di tutt’altro segno, di una dimensione più raccolta e ironicamente più “privata” i ritratti di Tetsumi Kudo.

Assomiglia alla raccolta di una campagna di scavi l’installazione di sei casse contenenti utensili , elementi vegetali e animali del 1976-1977 di Claudio Costa “Antropologia riseppelita”.
Della diversità parla anche l’installazione “La danse” di Fausto Melotti, le forme diverse e uguali di un filo metallico danzante.

Di grande impatto visivo i tavoli imbanditi di Daniel Spoerri .

Notevole è il contributo della fotografia come testimonianza e come simbolo del periodo con i splendidi ritratti, anche collettivi in bianco e nero deldi Carla Cerati,

o le riprese di eventi e opere d’arte come per Christo nel Wrapped Monument to Vittorio Emanuele

o per il notevole Ugo Mulas

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